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Prato etrusca

L'Offerente

di Andrea Donnini

Proseguendo il nostro viaggio alla ricerca di antiche testimonianze della presenza umana nell'attuale territorio del Comune di Prato, dopo le tappe dell'età della pietra, dell'età dei metalli, arriviamo alla civiltà degli Etruschi. Etruschi o Etrurii è il nome latino con il quale gli antichi romani indicavano questo popolo (e con il nome Etruria indicavano la regione occupata dagli etruschi). In seguito gli stessi romani identificheranno questo popolo col nome di Tusci e con Tuscia il nome dell'area geografica da loro abitata (i nomi Tusci e Tuscia, tra l'altro, erano già in uso presso il popolo degli Umbri). Presso gli antichi greci gli etruschi erano invece noti con il nome di Tirreni, un nome che sta ad indicare un popolo caratterizzato dal vivere in città fortificate. Secondo lo storico greco Dionigi di Alicamasso gli etruschi chiamavano loro stessi il popolo dei Rasenna (dal nome di un loro capo), ma a parte questa segnalazione, quasi niente rimane di quanto i greci scrissero degli etruschi. Non solo: la quasi totalità di quello che abbiamo sono descrizioni del loro carattere piratesco e corsaro. I pochi documenti scritti che riguardano questo popolo e le rarissime fonti che loro stessi ci hanno tramandato hanno alimentato varie ipotesi sulle loro origini; origini che rimangono ancora oggi avvolte nella nebbia. L'assetto etnografico della nostra penisola dai tempi antichissimi fino al tempo della dominazione romana è la risultante di invasioni, sovrapposizioni e spostamenti avvenuti nel corso dei secoli, da qui la difficoltà di avere certezze a riguardo di quei popoli per i quali, come succede per gli etruschi, non si hanno precise fonti letterarie. Fra le altre, oggi riscuote un certo successo l'ipotesi che indica gli etruschi come diretti discendenti dei Villanoviani; adesso noi sappiamo che tra il Proto-Villanoviano di Bologna e la civiltà terramaricola (che abbiamo introdotto la volta scorsa) esistono strettissime affinità. Ecco dunque che si definirebbe uno scenario interessante che vedrebbe un legame stretto di discendenza fra palatitticoli, terramaricoli, villanoviani ed etruschi. A parte i dubbi sulle loro origini, i reperti rinvenuti a tutt'oggi ci hanno permesso di riconoscere vari periodi nello sviluppo della civiltà etrusca. Oggi viene generalmente accettata una suddivisione così ripartita:


-periodo ORIENTALIZZANTE databile da circa l'anno 700 avanti Cristo fino a circa il 575 a.C.
-periodo ARCAICO suddivisibile nelle fasi arcaico-primitiva (anni 575-550 a.C.),- arcaico- matura o ionico- etrusca (anni 550-500 a.C.) ; arcaico-tarda (anni 500-450 a.C.);
- periodo CLASSICO comprendente gli anni 450-300 avanti Cristo;
-periodo ELLENISTICO per gli anni successivi al 300 a.C.


Se si accetta la tesi degli etruschi come diretti discendenti dei Villanoviani ecco che si tende a riconoscere un periodo etrusco- villanoviano interessante i secoli IX-VIII avanti Cristo, quindi precedente al periodo orientalizzante. I reperti archeologici fino qui rinvenuti ci permettono di conoscere bene l'aristocrazia degli etruschi, ma poco o niente sappiamo di quale fosse il tenore di vita degli uomini liberi e degli schiavi. Nel periodo della loro massima espansione, gli etruschi, occuparono un vasto territorio che andava dalla Campania alla Lombardia, dalla Romagna alla Liguria; quindi la Prato di allora si trovava al centro dei loro domini. E' da tenere presente che la diffusione dei commerci etruschi interessò una area geografica ancora più vasta. Molte necropoli etrusche sono state ritrovate; le città, invece, pur segnalate in letteratura aspettano ancora di essere scoperte e di tornare alla luce. Abbiamo già detto dei molteplici punti di contatto tra la civiltà etrusca e quella villanoviana appena precedente e della ipotesi che vuole gli etruschi discendenti dai villanoviani; la volta scorsa abbiamo visto alcuni dei reperti villanoviani trovati a Prato (altri sono all'esame degli studiosi). Ma per quanto riguarda il territorio del Comune di Prato cosa è stato rinvenuto della civiltà etrusca? Già nei documenti del 1500 d.C. e anche più antichi compaiono notizie di ipogei e collinette varie diffuse sul territorio del centro storico e che poi verranno appianate....La descrizione che ne abbiamo, male si concilia con le moderne conoscenze geologiche a meno che non fossero di origine antropica; di quelle collinette però non c'è più traccia da secoli. così dobbiamo registrarne l'esistenza ma dati sicuri non possiamo acquisirne.
Notizie certe, invece, di ritrovamenti etruschi a Prato si hanno già a partire dai primi anni del 1700. Ulteriore prova della ricchezza dei ritrovamenti settecenteschi di etruscherie a Prato è data dal fatto che in questo periodo erano almeno tre le raccolte, i musei archeologici privati che erano presenti in città. Nel dettaglio: il museo del canonico Innocenzio Buonamici, l'antiquarium dello studioso Giuseppe Bianchini e quello del Conte Giovan Battista Casotti.

 

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