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Prima dell'uomo

IL LAGO VILLAFRANCHIANO

DELLA PIANURA PRATO - PISTOIA - FIRENZE

di Andrea Donnini

Per una migliore e precisa comprensione dello sviluppo del territorio dell'area pratese, si deve ribadire l'esatta e corretta inquadratura cronologica del lago che un tempo ricopriva la pianura che si estende intorno a Prato e che arrivava fino a Bagno a Ripoli ad Est e fino a Serravalle ad Ovest. A questo proposito è necessaria una piccola premessa: la Geologia storica, cioè quella parte di Geologia che si occupa della storia del pianeta Terra, dal momento della sua formazione ad oggi, si avvale di contributi provenienti da vari campi dello scibile sia da discipline affini o branche stesse della geologia (climatologia, vulcanologia, mineralogia, tettonica, sismologia, paleontologia, orogenesi, sedimentologia, stratigrafia, ecc.), sia da discipline più distanti, come ad esempio la fisica con lo studio dei decadimento radioattivo per le datazioni radiometriche delle rocce, la chimica per l'idrolisi o la solubilità dei carbonati per mezzo di acidi o anche la diversa composizione di un magma fuso, l'elettromagnetismo per gli studi sulla polarizzazione magnetica delle rocce, la meccanica con la quale si può studiare in laboratorio la formazione e l'evoluzione delle faglie, la dinamica dei fluidi per la corretta lettura delle tracce fossili delle correnti fluviali, ecc. Con i contributi di tutte queste discipline si riesce a ricavare un quadro generale che è tanto più preciso quanto più riguarda eventi che sono vicino a noi; questo perché, come è facile intuire, le tracce lasciate dagli eventi più recenti hanno subito un minore deterioramento e sono quindi più facilmente leggibili. Quando le tracce che abbiamo a disposizione sembrano rivelarci eventi di una certa importanza, lì convenzionalmente, posizioniamo una sorta di confine. E' così che la storia dei pianeta Terra viene divisa in Eoni, Ere, Periodi, ecc. Abbiamo così l'Eone Archeano che dall'inizio della storia dei nostro pianeta arriva fino a circa 2.5 miliardi di anni fa, l'Eone Proterozoico che partendo dalla fine dell'Archeano arriva fino a circa 600 milioni di anni fa e infine l'Eone Fanerozoico che copre l'arco di tempo che da 600 milioni di anni arriva fino ad oggi. Ogni Eone è diviso in varie Ere. L'Eone Fanerozoico è caratterizzato dal presentare reperti fossili via via più abbondanti tanto che, per quanto riguarda questo lasso di tempo, si può ricostruire una buona scala cronologica basata sui fossili.
L'Eone Fanerozoico viene quindi diviso nelle Ere:


- Era Paleozoica, caratterizzata da organismi pluricellulari in cenosi così ricche da lasciare tracce sempre più evidenti; il gruppo più rappresentativo di questa Era è quello delle Trilobiti, un gruppo di Crostacei (l'Era Paleozoica o Primaria inizia circa 600 milioni di anni fa ed è a sua volta divisa nei periodi: Cambriano, Ordoviciano, Siluriano, Devoniano, Carbonifero, Permiano;


- Era Mesozoica caratterizzata dal grande sviluppo dei Rettili (es. Dinosauri) ma ancora di più dalle Ammoniti, un gruppo di Molluschi Cefalopodi, veri e propri fossili-guida per questa Era (a sua volta divisa nei Periodi Triassico, Giurassico, Cretaceo. L'Era Mesozoica o Secondaria inizia circa 230 milioni di anni fa);


- Era Cenozoica, caratterizzata dal grande sviluppo dei Mammiferi, ma anche dalle Nummuliti, cioè Foraminiferi con guscio calcareo (Era a sua volta divisa nei Periodi Paleocene, Eocene, Oligocene, Miocene Pliocene. L'Era Cenozoica o Terziaria inizia circa 65 milioni di anni fa);


- Era Neozoica o Quaternaria caratterizzata dalla comparsa dell'Uomo e a sua volta divisa nei Periodi Pleistocene ed Olocene (L'Era Neozoica inizia circa 2 milioni di anni fa).


E' argomento di dibattito il fatto se sia lecito parlare di Era Neozoica, in quanto secondo alcuni autori, i periodi Pleistocene ed Olocene sarebbero da ricondursi all'Era Terziaria. Tali autori ritengono infatti che la sola comparsa dell'Uomo sia un evento troppo poco significativo perché possa giustificare il confine tra due Ere. Né è sufficiente appellarsi alle glaciazioni (ricordiamo che l'Era Quatemaria è caratterizzata anche dalle glaciazioni denominate: Donau, Gunz, Mindel, Riss e Wurm), in quanto grandi cicli di periodi glaciali sono conosciuti come essere avvenuti anche durante l'era prepaleozoica e nei periodi Carbonifero e Permiano. L'orientamento che sembra prevalere tra i geologi e gli altri studiosi di scienze della Terra è quello di non riconoscere una distinta Era Neozoica, per contro i paletnologi e i paleoantropologi sembrerebbero preferire una trattazione separata per queste due Ere. Questo dibattito in corso, poco interessa i non specialisti e, a maggior ragione poco interessa pure a noi in questo particolare contesto. Altre questioni, invece, non danno adito a discussioni tali e tante sono le prove a favore accumulate nei lustri e così tante le teorie contrarie che poi non hanno retto ad ulteriori verifiche! Per esempio, è errato pensare alla coesistenza dei tirannosauro e dello smilodonte (una tigre dai denti a sciabola), come pure è sbagliato pensare a un ominide pescatore che cattura trilobiti, queste coesistenze sono impossibili perché alla comparsa di alcune specie (nel nostro caso lo smilodonte e l'ominide) le altre(nel nostro caso il tirannosauro e le trilobiti) si erano estinte da decine e decine di milioni di anni.
Insomma la supposizione dell'uomo cacciatore di stegosauri non ha alcun fondamento scientifico, eppure questo non toglie che tale ipotesi molto suggestiva possa raccogliere un enorme successo nel modo della fiction, quante volte ritroviamo questo soggetto nei fumetti, nei racconti di fantascienza o nei prodotti dell'industria cinematografica!
In ogni caso si può ben intuire che non basta il successo di una pellicola prodotta commercialmente a mettere in discussione il lavoro di migliaia di ricercatori e scienziati. Anche se ciò può sembrare evidente, questa metafora così pesante mi serve per tornare al tema principale. Nessuno tra gli studiosi mette in dubbio l'avvenuta esistenza del lago. Gli stessi studiosi sono concordi nell'affermare che questo lago si è svuotato nel Villafranchiano (cioè al più tardi circa 600.000 anni fa!) a causa dell'erosione naturale della stretta della Gonfolina.
Eppure riscuote un grande successo l'ipotesi che il lago sia sopravvissuto più a lungo, così a lungo che a qualcuno piace pensare che l'uomo preistorico vi abbia pescato, nuotato, navigato. Come se questo errore non fosse già clamoroso, c'è chi si spinge ancora oltre e fa sopravvivere il lago fino in epoca storica, così da poterlo usare come prova della mancanza di radici antiche per la città di Prato. Tali e tante sono le prove geologiche da rendere questa ipotesi una enorme sciocchezza.

 

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