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Prato Romana

IUSTUS CARINNA

di Andrea Donnini

Le testimonianze che la civiltà di Roma ha lasciato nel territorio pratese sono di varia natura e nel limite del possibile cercheremo di illustrarle. Negli interventi dedicati ad epoche precedenti, abbiamo visto quali siano le testimonianze della presenza umana nel pratese dall'Acheuleano (Paleolitico Inferiore) fino agli etruschi. Di questi "pratesi" però non conosciamo il nome, non sappiamo come si chiamassero. Nel periodo romano si fanno più ricche e aumentano anche le fonti documentarie e scritte, tanto che a quel periodo risale il primo nome conosciuto di un pratese: IUSTUS CARINNA, tale risulta da una tessera mercantile in piombo recuperata nella frazione di Baciacavallo (Prato). Intendiamoci: non è escluso che, con l'auspicato proseguimento delle indagini e degli scavi della grandiosa città etrusca situata tra le frazioni di Gonfienti, La Macine e Pizzidimonte, si possano recuperare e riportare alla luce, insieme a muri, planimetrie, strumenti di vita quotidiana, anche nuovi documenti ed elementi di conoscenza sugli antichi nomi dei pratesi. Ma al momento il primo di cui conosciamo il nome è appunto Iustus Carinna. Analizzando questo nome, esso ci appare di chiara ascendenza etrusca richiamando alla mente i vari Porsenna, Rasenna, Veltumna, ecc.
Ma andiamo con ordine: la storia antica di Roma è complessa e articolata ma possiamo, per semplificare, individuarne tre periodi cardine:

1. -753 a.C./509 a.C.- che affonda le radici nelle leggende sulla formazione della città fino a comprendere tutto il periodo della monarchia;
2. 509 a.C./31 a.C.- cioè il periodo della Repubblica;
3. 31 a.C./ 476 d.C. ovvero il periodo dell'Impero.

 

Nel 476 d.C. con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente si considera finito l'evo antico e si fa iniziare il medioevo.
Questo nostro lavoro, incentrato a mostrare le testimonianze romane finora ritrovate a Prato, non considererà il periodo delle origini di Roma e il primo periodo della monarchia, questo perché in quell'epoca Roma era potente come Albalonga, Laurento e le altre città del Lazio, poi fu una città soggetta agli etruschi e quindi non era in grado di effettuare conquiste o allargare i propri domini e naturalmente non ha lasciato testimonianze nel territorio pratese. Per la romanizzazione di quest'ultimo bisognerà aspettare il II secolo avanti Cristo. Abbiamo alcune date certe: il prolungamento della via consolare Cassia da Arezzo a Bologna nel 187 a.C., la costituzione della colonia latina di Lucca nel 180 a.C., la costituzione della colonia latina di Luni nel 172 a.C.. In questa ottica è da inquadrare la fondazione di Pistoria e di Florentia da parte dei romani. A quell'epoca la grande città etrusca di Prato scoperta recentemente (ricordiamo per brevità che questa si presenta come una città urbanisticamente progettata, con strade urbane larghe dieci metri, con percorsi per le acque di scolo,…) con tutta probabilità era decaduta, ma forse non era del tutto abbandonata, sembra che ci siano indizi di una frequentazione in epoca romana.

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